giovedì, 23 Maggio 2024
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Agricoltori al Brennero per smascherare il “fake in Italy”

Grande partecipazione al raduno promosso dalla Coldiretti contro la falsificazione dei prodotti del Belpaese. La protesta degli agricoltori ripropone anche la necessità dell’utilizzo di materie prima di qualità per assicurare una corretta e sana alimentazione

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Agricoltori tutti al Brennero, nell’area parcheggio. «Per fermare l’invasione di prodotti alimentari stranieri spacciati per italiani che mettono a rischio la salute dei cittadini e il futuro dell’agroalimentare tricolore». È questo l’appello lanciato da Coldiretti per il mega raduno in programma per oggi e domani. L’obiettivo è «presidiare il valico e smascherare il “fake in Italy” a tavola». Presidiare, come spiega il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, per «verificare il contenuto di tir, camion frigo, autobotti, con la collaborazione determinante delle forze dell’ordine». Il presidio, spiegano ancora dall’associazione agricoltori, è una azione «resa necessaria dagli arrivi incontrollati di alimenti dall’estero che spesso non rispettano le stesse regole di quelli nazionali e fanno così concorrenza sleale alle produzioni italiane facendo crollare i prezzi pagati agli agricoltori».

Al Brennero non potevano mancare gli agricoltori calabresi. Un nutrita delegazione, si parla di circa duecento, infatti, è presente per controllare la presenza di prodotti che possono fare concorrenza a quelli italiani.

Il “fake Italy”

Prodotti stranieri, spacciati per italiani, che oltre all’aspetto legato all’imitazione, con grave danno per l’economia italiana, potrebbero rappresentare un rischio per la salute dei cittadini. Già perché altrove i metodi di coltivazione e l’uso di pesticidi non sono soggette a regole rigidi come in Italia. Nel Belpaese la sicurezza a tavola rappresenta, da sempre, una priorità. Rispettare i rigidi protocolli equivale, per gli agricoltori, ad un aumento dei costi di produzione, cosa che non avviene in quei Paesi dove l’uso di alcuni pesticidi e il ricorso ad alcuni metodi di coltivazione non sono vietate e, quindi, abbattono drasticamente i costi di produzione, alimentano la concorrenza sleale e, anche e soprattutto, non possono garantire quella sicurezza alimentare che in Italia rappresenta e vuole rappresentare una priorità. Sicurezza alimentare, dunque.

Sicurezza alimentare e veleni a tavola

Che la sicurezza alimentare sia una priorità lo dimostra anche il successo di pubblico che riscuotono alcune trasmissioni televisive, le cui inchieste aprono una finestra su ciò che arriva sulla tavola degli italiani. Come nel caso di “Indovina chi viene a cena”, la trasmissione condotta da Sabina Giannini. La puntata di ieri (domenica 7 aprile) andata in onda su Rai Tre, è dedicata alla battaglia contro i pesticidi; l’uso del glifosato e le battaglie contro i colossi della chimica. Ai microfoni della Giannini c’è il dottor Franco Berrino, tra i massimi esperti di nutrizione e autore di numerose pubblicazioni. Il noto professionista parla di uno studio californiano da cui emerge come l’uso del glisofato rappresenti un rischio molto alto che può portare all’autismo. Una sostanza, dunque, che per Berrino interferisce con lo sviluppo del sistema nervoso e la flora batterica intestinale. E, poi, si scopre che la maggior parte del grano utilizzato anche in Italia arriva dal Canada, dove per via del clima il glifosato viene utilizzato anche per farlo seccare. Uno studio che porta diverse aziende italiane a fare retromarcia e bandire dai loro prodotti l’utilizzo del grano prodotto con queste metodologie. Sempre per quanto riguarda la sicurezza alimentare la trasmissione mette in risalto anche il fatto che gli emulsionanti, sempre a parere di Berrino, hanno l’effetto di sciogliere il muco intestinale. Sotto accusa anche i coloranti, utilizzati soprattutto nelle bibite, e l’industria degli aromi che servono per dare gusto ad un cibo di pessima qualità.

Sicurezza alimentare una priorità dunque, che deve portare gli italiani a porsi la domanda su quanti veleni si trovano nei piatti. Sicurezza alimentare che, nell’industria, passa dall’utilizzo di prodotti di alta qualità. Prodotti di alta qualità che solo gli agricoltori italiani possono garantire. Prodotti da tutelare, come nel caso del presidio al Brennero. La qualità ha un costo e gli italiani devono sapere che i soldi che si spendono in più per riempire il carrello della spesa sono soldi risparmiati nel costo impiegato per acquistare farmaci, integratori e antiacidi in primis.

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