giovedì, 23 Maggio 2024
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Decreto Occhiuto: terremoto nella sanità lametina

Si respira aria di tensione mista ad amarezza tra i reparti del nosocomio lametino, dopo la “scelta” da parte del presidente della regione, che renderà ancor di più ai minimi termini uno dei presidi ospedalieri che serve un’utenza di oltre 150 mila abitanti.

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Dopo la grande soddisfazione dei giorni scorsi per l’installazione di una nuova Tac di ultima generazione all’interno del pronto soccorso; un amaro decreto firmato dal governatore della Calabria nonché commissario alla Sanità, mette a dura prova l’ospedale papa Giovanni Paolo II. L’ordinanza numero 69 del 14 marzo prevede la riorganizzazione della rete ospedaliera. Tale delibera mette in atto un vero e proprio declassamento della sanità lametina, poiché non saranno più presenti all’interno del nosocomio ben 16 strutture: Oculistica, Odontoiatra e Stomatologia, Audiologia e Foniatria, Otorinolaringoiatria, Nido, Pediatria, Malattie Endocrine, Psichiatria, Dermatologia, Emodialisi, Fibrosi Cistica, Anatomia Patologia, Laboratorio Analisi, Microbiologia e Virologia, Servizio Trasfusionale, Terapia intensiva covid. Un duro colpo, non solo per l’intera città, ma per tutto il comprensorio con il “silenzio-assenso” del sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro. La salute è un diritto inviolabile per ogni cittadino, ciò è sancito anche nella Costituzione, e l’ospedale lametino, uno dei più importanti nel territorio calabrese non può essere ridotto a funzioni marginali. Proprio pochi giorni fa in uno dei nostri articoli, abbiamo parlato della stato in cui versa la sanità nella nostra regione, dopo l’inchiesta della trasmissione “Presa Diretta”. Sanità, a “Presa diretta” occhi puntati sulla Calabria

Occhiuto si “difende” imputando le responsabilità ai tavoli ministeriali

«La rete ospedaliera è stata licenziata dalla struttura commissariale un anno fa.  E i tavoli ministeriali non ce l’avevano ancora restituita approvata.  Hanno richiesto delle modifiche che riguardava il numero delle strutture complesse, ho detto ai miei sub commissari di aderire alle richieste del Ministero perché per me è urgente avere la rete ospedaliera operativa».

Possibile “dietro front” di Occhiuto?

Dopo il malumore suscitato dal decreto, gli animi dei medici, e non solo, si sono accesi e si sta organizzando per mercoledì 20 marzo un’assemblea pubblica a Lamezia Terme, organizzata da varie rappresentanze del territorio per fare il punto della situazione. Il governatore Occhiuto per placare gli animi afferma: «I miei sub commissari hanno aderito alle richieste del ministero, ma negli ultimi giorni mi sono reso conto pure io che forse queste richieste meritano di essere riconsiderate».

Occhiuto si ravvederà? ma in particolar modo i lametini e la classe dirigente politica, riusciranno a difendendersi con le unghie e con i denti dall’ ennesimo scippo alla sanità pubblica?

Leggi anche: Sanità, a “Presa diretta” occhi puntati sulla Calabria

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