lunedì, 15 Luglio 2024
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Gioia Tauro, elezioni comunali, tegola sulla candidata Simona Scarcella di FI

Il marito della candidata azzurra, dirigente dell’ufficio tecnico era stato coinvolto in una indagine antimafia, il processo inizierà il 18 settembre. Nessun coinvolgimento della candidata azzurra ma sul piano politico qualche problema lo provoca

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Apprendiamo da un pezzo pubblicato su Approdo che il 18 settembre si terrà il processo nel quale andrà a giudizio il marito di una candidata a sindaco, Simona Scarcella sostenuta da Forza Italia e in particolare del parlamentare Francesco Cannizzaro.

«Il processo Waterfront entra di prepotenza nella campagna elettorale. L’affondo di Aldo Alessio crea imbarazzo a Gioia Tauro e negli apparati dello Stato, dopo il caso Bari, alla vigilia del Voto amministrativo».

«(Dopo il caso Bari), anche Gioia Tauro entra di prepotenza nel meccanismo di attenzione degli apparati dello Stato. A lanciare l’allarme il sindaco antimafia di Gioia Tauro Aldo Alessio. Il processo Waterfront coinvolge un pezzo importante della borghesia gioiese. L’inchiesta della direzione antimafia di Reggio Calabria alle battute finali. Dopo l’avvenuta prescrizione per reati minori, rimane il macigno dell’associazione a delinquere agli imputati. Il processo rinviato al 18 settembre. Intanto per i reati minori la giunta comunale di Gioia Tauro chiede i danni agli imputati prescritti. Alessio per smentire un quotidiano locale è dovuto intervenire per una precisazione che pubblichiamo integralmente».

«Nel leggere le dichiarazioni dell’articolo: “La controparte. Mangione: E’ chiusa ogni vicenda processuale”, viene attestato dal dipendente che ogni vicenda giudiziaria attinente al procedimento Waterfront è chiusa» .

«Poiché tale circostanza risulta falsa in quanto il Mangione risulta ancora rinviato a giudizio per il reato associativo contestato nel primo capo del decreto che dispone il giudizio del processo Waterfront e detta circostanza è di rilevante importanza rispetto al contenuto del Comunicato trasmessoLe il 7 us. perché dimostra che non vi è alcun accanimento nei confronti del dipendente Mangione, ma vi è la necessità del Comune di proseguire e avviare le azioni giudiziarie a sua tutela anche nei confronti di quest’ultimo – si chiede di voler dedicare con la stessa importanza degli articoli sopra apparsi, rilievo a tale necessaria rettifica e/o specificazione».

«Tutto ciò non è una banalità in quanto tra le persone citate dal sindaco Aldo Alessio c’è l’architetto Mangione marito dell’avv. Scarcella candidata a sindaco di Gioia Tauro per Forza Italia. Resta sottinteso, il principio dell’innocenza per tutti gli imputati fino ai tre gradi di Giudizio. Ma questa vicenda siamo più che convinti, entrerà dalla porta principale nell’agone politico».

leggi anche su approdocalabria.it: Gioia Tauro, rinviato il processo per associazione a delinquere contro il marito di una candidata a sindaco

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