lunedì, 15 Luglio 2024
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Macabro ritrovamento in Francia,trovate ossa del piccolo Émile

Il bambino era scomparso nel luglio del 2023 dalla casa dei nonni in Provenza

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Si concentrano sulla famiglia e in particolar modo sul nonno materno, le indagini per la morte di Émile Soleil. Le ricerche del piccolo non si sono mai interrotte,dapprima l’ ipotesi di un rapimento poi un tragico incidente. Sabato 30 marzo, la svolta: una escursionista si è imbattuta in ossa umane a due chilometri dal villaggio di Haut-Vernet dove il piccolo Émile, due anni e mezzo, è scomparso lo scorso luglio . Gli esami hanno permesso di stabilire, il giorno dopo, che quei resti appartengono al bambino, che non era stato più visto dai famigliari a partire dalle 17 di sabato 8 luglio 2023. Le ricerche in queste ore proseguono per trovare il resto del corpo e cercare di far avanzare le indagini.

I genitori, molto religiosi, hanno diffuso un comunicato nel quale dicono che «Marie e Colomban sanno ormai in questa domenica della Resurrezione che Émile veglia su di loro nella luce e nella tenerezza di Dio». Il sindaco del villaggio François Balique ha sottolineato che la zona del ritrovamento è inaccessibile alle auto, e che era stata già setacciata a fondo durante le precedenti ricerche. «È un luogo di campagna deserto, non passa nessuno se non le mucche ogni tanto, non ci sono case».

A luglio erano stati impiegati decine di gendarmi, volontari, squadre cinofile, un elicottero e droni. È possibile che si siano lasciati sfuggire il corpo del bambino? «In teoria sì», ha dichiarato a Bfmtv la portavoce della gendarmeria nazionale Marie-Laure Pezant, che però non ha escluso la possibilità che le ossa siano state spostate. «Nulla indica che le ossa fossero presenti al momento della ricerca», ha sottolineato. «Le ossa potrebbero essere state depositate in seguito. Da un intervento umano, un animale, o in virtù di condizioni meteorologiche».

Le indagini quindi vanno in ogni direzione: secondo la polizia la morte di Émile potrebbe dipendere da un incidente capitato al bambino da solo, da un incidente con il coinvolgimento di qualcuno, o dalla volontà di uccidere. Circa trenta gendarmi sono di nuovo al lavoro sul posto dal giorno di Pasqua, e il piccolo villaggio di 25 abitanti poco lontano dal Piemonte sarà di nuovo isolato dal resto del mondo fino alla fine della settimana. Il ritrovamento dei resti di Émile è avvenuto due giorni dopo una ricostruzione degli eventi per la quale erano state convocate 17 persone, tra le quali tutti i presenti il giorno della scomparsa.

Il giorno della scomparsa

L’8 luglio Émile era appena arrivato per trascorrere l’estate nella seconda casa dei nonni materni, dove la famiglia va in vacanza da anni. Il bambino è stato visto lì verso le 17.15. I suoi genitori, che vivono a La Bouilladisse, tra Aix en Provence e Marsiglia, non erano presenti quel giorno. Avevano affidato il bambino al nonno materno. Hanno dichiarato di essere «in lutto dopo questa notizia straziante», e sperano che «gli investigatori continuino il loro lavoro nel necessario segreto istruttorio, in modo da scoprire le cause della scomparsa e della morte di Émile».

Il primo sospettato è il nonno materno

Il profilo del nonno materno ha attirato l’attenzione dei gendarmi per la sua personalità, e perché era molto vicino a Émile al momento della scomparsa. Il bambino è stato visto l’ ultima volta da due vicini mentre camminava a poche decine di metri dalla casa dei nonni materni, sulla strada in discesa. Il primo testimone sostiene che camminava in discesa, mentre il secondo ricorda di averlo visto camminare nella direzione opposta, da solo. Philippe V., il nonno 58enne, era a pochi metri, impegnato a caricare in auto i pali di una staccionata, per costruire poi una recinzione per cavalli. L’ uomo descritto come un patriarca autoritario, fisioterapista di professione, ha impartito un’educazione rigorosa e tradizionalista ai suoi dieci figli, con messe in latino e canti gregoriani, senza mandarli a scuola ma facendoli studiare a casa. Voleva diventare sacerdote prima di incontrare la futura moglie, e agli inizi degli anni Novanta faceva parte della comunità tradizionalista di Riaumont, nel Nord della Francia, che comprendeva un collegio per ragazzi. Due decenni dopo, tra il 2014 e il 2017, sono state presentate diverse denunce da parte degli allievi Riaumont, che hanno parlato di violenze fisiche e sessuali. Nell’inchiesta che ne è seguita, Philippe V., il nonno di Émile, compare come testimone intermedio. Nel collegio aveva il ruolo di supervisore, con il compito di fare rispettare la disciplina, e ha ammesso talvolta di avere punito i ragazzi «un po’ duramente»

In mancanza di altri indizi, da mesi le indagini e le indiscrezioni si concentrano esclusivamente sulla famiglia: in particolar modo occhi puntati sul nonno Philippe ma anche sul padre Colomban, ingegnere, e la madre Marie, a sua volta fisioterapista, membri di una associazione integralista cattolica che secondo alcuni si avvicina a una setta. In questi mesi loro si sono difesi dai sospetti, sottolineando che credere in Dio e praticare con devozione la religione cattolica non dovrebbe fare di loro degli indiziati per la morte del loro bambino.

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