lunedì, 20 Maggio 2024
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Ministero dell’Ambiente e quello dell’Agricoltura al lavoro per trovare soluzione condivisa sull’agrivoltaico

Riunioni tecniche sono in corso e, a quanto si apprende, sarebbero state precedute da una telefonata tra i due ministri Lollobrigida e Pichetto Fratin

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“Io e Pichetto non solo siamo colleghi, siamo amici e ci sentiamo costantemente. È uscito che ci siano divergenze tra me e lui, ma non c’è alcun tipo di fondamento. Pichetto da agricoltore sa bene quanto è rilevante la tutela del territorio; noi non vietiamo la produzione di energia solare, il ministero ha finanziato solo quest’anno 13.500 aziende e arriveremo a 26mila per mettere i pannelli solari su aree come tetti delle stalle e delle industrie ma senza macchie nere a terra».

Così a Torino il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a margine della prima tappa del Giro E-24, sulle polemiche con il ministro dell’Ambiente riguardo la norma sui pannelli solari nei terreni agricoli inserita nella bozza del decreto atteso lunedì in consiglio dei ministri.

Il ministero dell’Ambiente e quello dell’Agricoltura sono al lavoro in queste ore per trovare una soluzione condivisa sull’agrivoltaico. Riunioni tecniche sono in corso e, a quanto si apprende, sarebbero state precedute da una telefonata tra i due ministri Lollobrigida e Pichetto Fratin.

«C’è tanto spazio – spiega il ministro Lollobrigida da Torino – per fare energia verde sulle grandi aeree come i tetti delle stalle e delle industrie. Sottrarre terreno agricolo significa speculare, per questo che stiamo lavorando ad un articolo molto serio, che ponga limiti serissimi a questo tipo di sviluppo senza freni e che invece garantisca produzione energetica. Il nostro ministero ha moltiplicato per quattro le previsioni del governo precedente: siamo stati premiati con 830 milioni più dalla commissione per investimenti sul solare, quindi sappiamo fare le cose».

«L’agrivoltaico – aggiunge – verrà fatto sulle strutture e sui terreni con sistemi però compatibili con l’agricoltura. Perché non riesco a immaginare la nostra Italia violentata da un modello di sviluppo senza razionalità. Va prodotta energia pulita, va prodotta bene, nel rispetto dell’ambiente, altrimenti c’è una contraddizione: si impatta sull’ambiente in maniera devastante per cercare di approfittare dei vari incentivi che ci sono e del momento nel quale l’agricoltura è più in difficoltà per togliere territorio alla nostra tradizione di eccellenza».

«Noi – sottolinea ancora il ministro dell’Agricoltura – non siamo un governo che cambia leggi a chi ha investito per realizzare un’opera. Perciò le opere previste, che non sono in numero eccezionale, verranno realizzate, non si tratta di opere a grandissimo impatto ambientale, e ci saranno altre aree agricole che noi consideriamo ovviamente utilizzabili, quelle accessorie alle grandi arterie di circolazione ferroviaria e autostradale, le aree che sono agricole, ma che non vengono utilizzate e non posso essere usate come agricole, ad esempio le cave».

«Questa norma è una norma di buonsenso», conclude Lollobrigida osservando che «produrre energia pulita dove si può produrre senza impattare, in maniera importante come abbiamo fatto e dimostrato di fare come ministero, non togliendo terreno che può essere dedicato alla produzione di cibo di qualità». Ansa

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