martedì, 16 Luglio 2024
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Orlando Amodeo sulla bonifica: “i cittadini di Crotone stanno morendo”

Le affermazioni allarmanti dell’ex dirigente medico della Polizia di Stato presso il Ministero Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, specializzato in Igiene e Medicina, intervistato ai microfoni della trasmissione “Amare Crotone”. Portare i rifiuti fuori da Crotone, questo è il compito del generale Errigo e del sindaco

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Il dott. Orlando Amodeo, ex dirigente medico della Polizia di Stato presso il Ministero Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, specializzato in Igiene e Medicina, intervistato ai microfoni della trasmissione “Amare Crotone” diretta da Giovanni Monte sui canali social e YouTube, in merito alla convocazione di un tavolo tecnico indetto dal Commissario alla Bonifica, gen. Errigo, sul tema della “prevenzione sul lavoro” ha dichiarato “Della sicurezza bisognava parlarne prima, oggi l’unica iniziativa che il signor generale dovrebbe fare è spingere Eni affinché si avvii la bonifica portando i rifiuti fuori dalla Calabria. Non ha altri compiti. Se ritiene di fare tavoli tecnici e convegni, ben venga, l’importante è che il sig. sindaco ed il sig. generale facciano quello per cui, rispettivamente, i crotonesi e il Governo hanno dato loro mandato e cioè liberare Crotone dalle porcherie che Eni negli anni ha prodotto. Nient’altro gli è chiesto da chi li ha messi la”.

Aumento dei tumori

Il dott. Amodeo ha racconta di aver visto “incrementare negli anni le patologie tumorali sia infantili che di adulti, così come sono incrementate le malattie croniche degenerative. Dico soltanto un dato, in modo da far comprendere a tutti: c’è un tasso standardizzato di mortalità prematura per malattie croniche. Bene, Crotone, rispetto ad un riferimento regionale, ha un aumento pari a +6.7% nei maschi e +10,8% nelle femmine di mortalità prematura per malattie croniche e quindi per fare in modo che questo trand decresca bisogna che il sig. generale Errigo si rimbocchi le maniche e renda Crotone vivibile facendo togliere i veleni”.

Sull’incidenza tumorale nel territorio di Crotone ne ha parlato anche il dott. Pasquale Montilla, oncologo impegnato da decenni nella cura delle vittime di sostanze tossiche, pochi giorni fa sul quotidiano nazionale L’Avvenire affermando che “Nella Pertusola di Crotone, per esempio, la mortalità per tumori è talmente alta da aver fatto disattivare i registri. Certe zone andrebbero chiuse, seppellite e tombate. L’impatto sanitario è devastante.”

Eppure, nonostante il monitoraggio sia difficile senza un dato nazionale aggiornato, il ritardo nella bonifica dei siti contaminati è notevole. Basti pensare che la Conferenza dei Servizi decisoria si è svolta il 24 ottobre 2019 e da all’ora ad oggi nulla è stato fatto. Fu in quella Conferenza dei Servizi decisoria che la Regione Calabria, guidata dal Presidente Mario Oliverio, determinò un netto “no” ai rifiuti a Crotone vincolando Eni a portare tutti i rifiuti “tenorm, norm ed anche non tenorm e norm ma con amianto, fuori dalla regione Calabria”.
Il dott. Amodeo apre lo scenario che si presenta nel mare ed anche nel suolo e sottosuolo del sito da bonificare asserendo che “secondo uno studio fatto dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) nel mare di Crotone, nello specifico nel tratto tra Capo Colonna e la foce del fiume la diminuzione di plancton varia tra il 40% – 60% ed il plancton muore se all’interno del mare viene sversato di tutto. Sul suolo e sottosuolo, afferma che è “stracolmo di antimonio, arsenico, cadmio, tallio, rame, zinco, idrocarburi di ogni specie, piombo”. In riferimento alle falde acquifere vi è presenza di “alluminio, fosfati, nitriti, antimonio, arsenico, ferro, mercurio e selenio” e nel concludere la sua intervista a Giovanni Monte, dice: “il sig. generale ed il sig. sindaco possono fare tutti i tavoli che vogliono ma si attivino a far partire la bonifica da Eni con il vincolo dei rifiuti fuori dalla Calabria, perché mentre loro perdono tempo nel non agire in tal senso, la gente continua ad ammalarsi con l’ulteriore danno di non avere un ospedale dignitoso ed attrezzato per potersi curare”.

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