lunedì, 15 Luglio 2024
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Pfas: la Francia bandisce gli ‘inquinanti eterni’

Il disegno di legge proposto dal deputato ecologista Nicolas Thierry è stato approvato in Parlamento, con un ampio consenso trasversale, ottenendo 187 voti a favore provenienti da diversi schieramenti politici e solo 5 voti contrari

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La Francia ha adottato misure significative che vietano l’uso di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), comunemente conosciute come “inquinanti eterni”.
Il divieto, predisposto per ridurre l’esposizione umana e l’inquinamento ambientale, nella fase iniziale riguarda molti prodotti non essenziali (ma non tutti, ndr).
“Siamo di fronte ad un problema sanitario dalla portata e gravità assolutamente senza precedenti”, il deputato Nicholas Thierry, sugli effetti dei Pfas per la salute.
Il disegno di legge proposto dal deputato ecologista Nicolas Thierry è stato approvato in Parlamento, con un ampio consenso trasversale, ottenendo 187 voti a favore provenienti da diversi schieramenti politici e solo 5 voti contrari.
A partire dal 1 gennaio 2026, i PFAS saranno vietati nei prodotti di uso quotidiano, come cosmetici e abbigliamento.

Tuttavia, è importante notare che il divieto non si estende alle pentole e ad altri utensili da cucina, al momento. Questo potrebbe essere un punto di discussione futuro per rendere il divieto maggiormente restrittivo. Rimane comunque un significativo passo avanti per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente,in Francia.

I PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) appartengono a un nutrito gruppo di circa 10 mila sostanze chimiche di sintesi, utilizzati in numerosi settori per le loro proprietà idrorepellenti, antifiamma e antiaderenti, ampiamente adoperati per la produzione di tantissimi prodotti di largo consumo, tra cui padelle antiaderenti che contengono rivestimenti, filo interdentale (per renderlo più efficace nell’eliminazione della placca), farmaci e dispositivi medici (utilizzati durante il processo di produzione o come rivestimenti per dispositivi), cosmetici (per conferire proprietà idrorepellenti), capi di abbigliamento, di prodotti tessili e di arredamento (per renderli resistenti all’acqua, alle macchie e alla sporcizia). Sono presenti persino negli imballaggi alimentari e nella carta da forno.

A causa della loro persistenza nel tempo e della loro capacità di accumularsi nei tessuti biologici, sono stati associati a gravi preoccupazioni per la salute umana e l’ambiente.

Una delle molecole PFAS, il PFOA, è stata di recente classificata come cancerogena. L’esposizione a generiche molecole PFAS può causare problemi alla tiroide, generare il diabete, provocare danni al fegato e al sistema immunitario, procurare il cancro al rene e impattare negativamente sulla fertilità.

Le ragioni del divieto
Studi scientifici hanno dimostrato che l’esposizione ai PFAS può essere dannosa per la salute umana. Tristemente famosi per la loro persistenza nell’ambiente, una volta rilasciati nell’aria, nell’acqua o nel suolo, possono accumularsi nel tempo e creare effetti dannosi sugli ecosistemi naturali, contaminando risorse idriche vitali.
I PFAS hanno il difetto di accumularsi nei tessuti biologici. Quando entrano nella catena alimentare, si concentrano nei livelli superiori, aumentando il rischio di esposizione.

L’inquinamento da Pfas riguarda anche il nostro Paese
La Francia ha adottato misure significative vietando l’uso dei PFAS in diversi prodotti, la Danimarca ha proibito specificamente l’uso dei PFAS nei contenitori alimentari.E l’Italia?
In Italia, non ci sono provvedimenti specifici in vigore per vietare o limitare l’uso dei PFAS, in modo simile a quanto fatto in Francia o in Danimarca. Da noi, allo stato degli atti, la questione ”PFAS” è oggetto di discussione e attenzione crescente. Work in progress: è possibile che in futuro ci siano iniziative legislative volte a limitare l’uso dei PFAS anche in Italia.

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