martedì, 16 Luglio 2024
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Sanità: Identificata per la prima volta una terapia preventiva contro l’insufficienza renale acuta

Tra gli autori dello studio internazionale, guidato dal San Raffaele di Milano, presente anche il giovane vibonese Rosario Losiggio

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Un recente studio internazionale, condotto dall’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha rappresentato un significativo progresso nella prevenzione dell’insufficienza renale acuta (IRA) in pazienti sottoposti ad intervento di cardiochirurgia con bypass cardiopolmonare. È stata valutata l’efficacia dell’utilizzo di aminoacidi somministrati endovena per ridurre l’insorgenza di IRA, una patologia con frequenza e mortalità superiori a quella dell’infarto miocardico.Lo studio ha coinvolto 3.511 pazienti provenienti da 22 centri in 3 diverse nazioni (Italia, Croazia e Singapore), ed è stato coordinato dal Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, guidata dal professor Alberto Zangrillo.Il professor Giovanni Landoni e la dottoressa Martina Baiardo Redaelli hanno presentato i risultati dettagliati al congresso internazionale Critical Care Reviews 2024 a Belfast, lo scorso 12 giugno.

Nello stesso giorno il lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosissima rivista New England Journal of Medicine.Il prof. Alberto Zangrillo ha sottolineato che “i risultati sono molto promettenti: i pazienti trattati con aminoacidi hanno mostrato una riduzione significativa del rischio di sviluppare IRA post-operatoria, con una percentuale di insorgenza del 26,9% contro il 31,7% nel gruppo placebo.”Il prof. Giovanni Landoni ha rimarcato l’efficacia della terapia, suggerendo che potrebbe estendersi anche a pazienti con insufficienza cardiaca, con insufficienza renale in corso o sottoposti a trapianti di rene.Questa scoperta apre nuove strade per il trattamento e la prevenzione di una delle principali cause di mortalità tra i pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva, con un potenziale impatto su milioni di interventi chirurgici effettuati annualmente a livello globale.

Tra gli autori di questo studio figura anche il ventiquattrenne Rosario Losiggio, laureando in medicina presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, di origine vibonese. “Sono estremamente grato al prof. Zangrillo e al prof. Landoni per avermi dato la possibilità di partecipare a questo importante lavoro. Aver studiato in un ateneo all’avanguardia mi ha aperto oggi possibilità e soddisfazioni uniche”, ha dichiarato Losiggio in una nota.L’innovazione nel trattamento preventivo dell’IRA potrebbe rivoluzionare la pratica clinica, migliorando significativamente la prognosi dei pazienti ad alto rischio. Con la continua collaborazione internazionale e l’impegno verso la ricerca medica, le prospettive per il futuro della medicina sembrano sempre più promettenti.

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