giovedì, 23 Maggio 2024
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Turchia: stop agli scambi commerciali con Israele fino al “cessate il fuoco”

Erdogan annuncia una decisione senza precedenti: la Turchia interromperà gli scambi commerciali con Israele fino a quando non sarà raggiunta una tregua

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Il comunicato del ministero del Commercio turco ha chiarito che la decisione di interrompere le importazioni e le esportazioni, da e verso Israele, non sarà revocata fino a quando il Governo israeliano non autorizzerà un flusso ininterrotto di aiuti umanitari a Gaza.

Le tensioni aumentano

Dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, i rapporti commerciali tra Turchia e Israele si erano affievoliti, ma non interrotti completamente. Ankara si era dimostrata prudente nello stabilire una restrizione per gradi per le esportazioni verso Israele, , inizialmente limitata a un determinato numero di prodotti, 54.
Secondo l’istituto di statistica nazionale Tuik, lo scorso anno, le esportazioni dirette in Israele hanno prodotto un guadagno di 6,8 miliardi di dollari, il 76% dell’interscambio di Ankara – Tel Aviv.

Poi la decisione di interrompere gli scambi commerciali che arriva come un fulmine a ciel sereno. Una nuova escalation nelle tensioni tra i due Paesi. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato lo stop commerciale, dopo la preghiera del venerdì a Istambul.
Il presidente Erdogan ha confermato che “La Turchia ha interrotto tutti gli scambi commerciali con Israele. E’ impensabile per la Turchia – ha detto – rimanere in silenzio di fronte all’aggressione israeliana. Tra Israele e Palestina gli sviluppi sono inaccettabili”.
Ha citato i numeri, il bilancio preoccupante dei morti, che arriva dalla Striscia di Gaza, spiegando che ”Non potevamo restare a guardare”. Erdogan ritiene che Netanyahu stia andando fuori controllo, dopo la sicurezza fornita dal sostegno occidentale. Ha stabilito un obiettivo che coincide col cessate il fuoco. ”La decisione della Turchia – precisa – servirà da esempio ad altri Paesi che non sono soddisfatti della situazione attuale. Non cerchiamo conflitti o controversie con i Paesi della nostra regione”.


Israele si oppone

In tutta risposta, il ministro israeliano dell’Economia, Nir Barkat, si è opposto alla decisione della Turchia, facendo sentire la propria voce a livello internazionale. Ha interpellato l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Ha annunciato di aver preparato una lettera di “denuncia” al segretario generale dell’OCSE, Mathias Cormann, contro “la decisione unilaterale” e “delirante” adottata da Erdogan. Barkat, ha inoltre definito Erdogan un “dittatore antisemita”.
Inoltre ha scritto un comunicato informale su X ”L’interruzione del commercio marittimo tra i Paesi colpisce soprattutto le aziende europee che non potranno inviare merci dalle fabbriche in Turchia a Israele – si legge nel post – Speriamo che l’Ocse adotti misure contro la Turchia per questa decisione delirante di Erdogan, che danneggia tutta l’economia europea. L’Europa deve porre dei limiti a questo dittatore”.

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